mercoledì, 29 ottobre 2008
Articolo 34 - Costituzione Italiana
La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
Fino ad oggi.
'Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, ma la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli, ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci).
Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino, e comincia a favorire le scuole private.
Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia perfino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice a quelle di stato. E magari si danno dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A quelle scuole private. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo apertamente tresformare le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle scuole private.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi, ve l'ho già detto. Rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette.
Dare alle scuole private denaro pubblico.
Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.'
(P. Calamadrei - Scuola Democratica - 1950)
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pensieri
giovedì, 23 ottobre 2008
A volte mi sembra che io e te stiamo giocando una lunga partita a scacchi.
Sposto la torre, muovi l'afiere.
Allontano il cavallo, muovi l'alfiere.
Mai mi metto a studiare contromosse.
Avvicino l'alfiere. Perdo l'alfiere.
Non so giocare a scacchi, è evidente.
Gioco così, per come sono, per ciò che sento.
Giocata pulita, sincera. Non premeditata. Alcuni direbbero è un gioco al massacro. Può darsi.
Non so giocare diversamente. Nemmeno voglio giocare diversamente, non sarei io.
Che di vincere o perdere non è certo il punto.
Ma il tuo re è felice ?
Non so giocare a scacchi, è evidente.
Gioco così, per come sono, per ciò che sento. Giocata pulita, sincera.
Non voglio giocare diversamente, non sarei io.
Ma tu questo lo sai.
Scacco matto ?
mercoledì, 22 ottobre 2008
Non ho mani d'artista.
Non ho china.
E non c'è matita
che sinuosa danzi tra le mie dita.
C'è un carattere che preferisco,
o meglio con cui sopperisco,
l'asterisco!
Con lui, ti disegnerei
stelle cadenti
in limpidi cieli.
Ti soffierei,
candidi fiocchi
di soffice neve.
Ti porgerei,
piccole rose
di sogni profumate.
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appuntiemozioni alle ore 19:02 |
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poesie, miei appunti
martedì, 14 ottobre 2008
Ho finito di leggere il libro. Sì, finito. Mi rimane sempre un po' di malinconia quando arrivo all'ultima pagina di un libro.
Perchè se un libro è scritto bene, diventa parte di te. Vivi e muori coi protagonisti o antogonisti che siano.
Ognuno di loro ti dona qualcosa.
E così prima di iniziare un libro nuovo ho bisogno di tempo.
Tempo per custodire quei personaggi dentro me, per abituarmi a lasciarli
vivere e andar da soli, senza che io sia lì a veder che fanno. Senza che io possa far parte delle loro confidenze.
Ho bisogno di tempo. Tempo perchè vadano per la propria strada e perchè io inizi a custodirli preziosamente dentro me.
Sì perchè dentro me, c'è Reneè, la portinaia del ricciolo, come lo chiamo io. E sia chiaro, se mai prenderò un gatto lo chiamerò Lev, ormai ho deciso.
Ma c'è anche Marianna. Marianna con la sua sete di libertà e la sua indipendenza.
E il principe. Sì sì, proprio lui il piccolo principe.
E da ieri c'è Emma. Emma coi suoi sogni, il suo sorriso e la sua voglia d'amare.
domenica, 12 ottobre 2008
Ella sedeami a lato,
muta, sulla panchina
coperta da uno strato
di fresca borraccina.
E l'occhio mio seguiva
intento le sue mani,
che staccavano a brani
la borraccina viva.
Oh dita affusolate,
crudeli e bianche dita,
avrei dato la vita
per tenervi serrate !
Ma rigida, inchiodata,
restava la mia mano,
la bocca suggellata...
passò l'istante ... invano!
(Angiolo Orvieto)
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appuntiemozioni alle ore 11:24 |
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poesie
lunedì, 06 ottobre 2008
Par ansiosa
la sera d'arrivare.
S'affretta,
nel cielo d'autunno,
a dipinger
di luci nuove
case e strade.
S'increspano
e borbottan le onde
adagiandosi a riva.
E del crepuscolo silente,
lungo un attimo,
mi ubriacai.
(Appuntiemozioni)
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appuntiemozioni alle ore 19:40 |
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poesie, miei appunti
mercoledì, 01 ottobre 2008
Il sole giallo d'ottobre
m'è così dolce! Non scalda quasi: lo
rcerco tremando.
Ferisce obliquo le cave volte dei
boschi ingiallenti:
ardono d'oro, divampano
violentemente al tramonto.
Mì par che l'aria sia anch'essa più
tenue e rara...
(Enrico Thovez)
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poesie