giovedì, 29 maggio 2008
Le vele le vele le vele Che schioccano e frustano al vento Che gonfia di vane sequele Le vele le vele le vele! Che tesson e tesson: lamento Volubil che l'onda che ammorza Nell'onda volubile smorza... Nell'ultimo schianto crudele... Le vele le vele le vele
(D.Campana)
lunedì, 26 maggio 2008
Siamo ormai all'altezza della diga, il sole è pallido e spunta a tratti tra le nubi, da qui respiro solo il profumo del mare e il profumo di Genova. Sì perchè Genova si vede solo dal mare. Un forte per ogni collina che la sovrasta, le case a mucchi, come incastrate una sull'altra, colorate, stipate, schiacciate, sempre girate ad ammirare il mare.
Spunta San Lorenzo, Porta Soprana, il Castello D'albertis, la chiesa di Carignano che a vederla da qui non immagineresti mai la salita per raggiungerla !
Vista da qui Genova sta nel palmo di una mano, più la guardi e più ti sembra di camminare nei suoi vicoli stretti e più ti sembra di sentire il profumo inconfondibile di focaccia.
Sta lì nel palmo di una mano, della tua mano, la senti respirare, ti culla e sei a casa.
Ora è la volta di passare le navi porta-container, le gru costantamente al lavoro poi, imponente e affascinante, la lanterna. E' lei a darti il benvenuto se arrivi dal mare, è lei che mostra il viso di questa Signora Genova ai naviganti; perchè una città di mare va scoperta e assaporata proprio arrivando dal mare, è quella, quella soltanto la porta della città.
Mentre con la coda dell'occhio vedo appena accennato il promontorio di Portofino, stiamo già costeggiando l'aereoporto e in un attimo i cantieri navali e ti ricordi di quella foto, quella foto in bianco e nero del varo della Cristoforo Colombo. Oh se potessi vedere un varo ! Non te ne perderesti uno! Perchè ti ha da sempre affiscinato il tocco della nave nell'acqua, e non c'è spiegazione scientifica che tenga, per te è pura magia. Anche se continui a credere che prima o poi il mare risputi qualche nave che ritiene troppo sbruffona per i suoi gusti.
In un attimo arriviamo a destinazione e iniziano le operazioni di ormeggio, rimbalza tra i miei pensieri il solito sogno 'una barca tutta mia e solcare le onde....'
sabato, 24 maggio 2008
Di stelle filanti,
stanotte,
gocciola il cielo.
E imbarazzano il cuore.
Di pallida luna,
stanotte,
stillano i sogni.
E frastornano il cuore.
(Appuntiemozioni)
martedì, 20 maggio 2008
Cammina, cammina
quante scarpe consumate,
quante strade colorate,
cammina, cammina.
Quante dimenticate,
ritmo del lavoro,
segnate dalle ruote,
di antiche età dell'oro.
Vicoli tenebrosi
fra bidoni e fango,
viali peccaminosi
con un passo di tango.
Cammina, cammina
quante scarpe consumate,
quante strade colorate,
cammina, cammina.
Verso ogni direzione
attraversano città,
sorprese da un lampione
poi perse nell'oscurità.
Strade sospese
fra terra, mare e cielo
aspre e sinuose
abbracciate dal gelo.
Cammina, cammina
quante scarpe consumate,
quante strade colorate,
cammina, cammina.
Bianche scorciatoie
danzano nei prati,
s'inoltrano nei monti,
ricordano passati.
Vanno a ponente
corrono fra il grano,
vanno ad oriente
per perdersi lontano.
Cammina, cammina
quante scarpe consumate,
quante strade colorate,
cammina, cammina.
Vanno verso nord
disegnano confini,
scendono poi a sud
segnando destini.
Rimangono nel cuore
quelle strade sotto il sole,
bello è ritornare,
ma andare forse è meglio.
Cammina, cammina
quante scarpe consumate,
quante strade colorate,
cammina, cammina.
(A. Daolio - Cammina cammina)
lunedì, 19 maggio 2008
Per quelli che non riescono a esprimersi, che hanno come un nodo in gola
Per quelli che si nascondono e si chiudono in sè stessi
Per quelli che fanno tacere gli altri che hanno un'opinione diversa
Per quelli che misurano ogni parola
Per quelli che hanno paura a parlare...
Una parola è morta
Quando è pronunciata,
così dice qualcuno.
Io dico invece
Che incomincia a vivere
Proprio quel giorno
(Emily Dickinson)
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appuntiemozioni alle ore 20:50 |
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domenica, 18 maggio 2008
"Vivaci
le candele ondeggiavano,
quando un timido vento,
giocherellone,
dondolando
ti ha condotto gentile, come per mano
proprio fino al centro del teatro.
Leggiadro
tra un soffio e un mormorio
ti ha invitata a danzare,
volteggiando
fino a perdersi
nel riflesso d'oro delle candele"
Sorridendo, mi racconterai
poi un indugio,
sfugge prepotente
alle mie labbra "oh quel
valzer".
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appuntiemozioni alle ore 14:32 |
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poesie
martedì, 13 maggio 2008
Dirti non so
se le bottiglie hanno un fondo,
ma questo poco importa,
so che lui, questo fondo,
non lo vede mai.
Mi assicuri
non alza un dito, mai un dito
su di me.
eppure stai tremando
non mi guardi e stai tremando.
Impotente
vedo spegnersi il tuo sorriso
ti tendo la mano
ma solo tu, tu solo
puoi spezzare la catena.