
Scendo dal bus, una fermata prima del solito, con gli occhi ancora semi-chiusi nonostante la compilation dal titolo SVEGLIA ! nel lettore mp3 mi faccia compagnia da quasi un'ora.
L'aria pungente sul viso, il sole accecante e poi l'omino che consegna 'city'.
Sì 'city'.Anche io l'ho guardato male la prima volta che spavaldo mi ha teso la mano con il pseudo-quotidiano, ma quella volta i miei occhi sono scivolati dritti dritti vicino al titolo, come finiti in un vortice e catturati da qualcosa... erano versi, versi di una poesia!.
Ormai è un appuntamento fisso,a volte basta davvero poco per regalarsi un sorriso.
Il vento, il vento
ragazza scherza
con i tuoi capelli
il vento ti bacia sul collo
e sulla bianca fronte.
(Srecko Kosovel)
Oh, quante volte ho desiderato esser vento.
Accompagnarla mano nella mano ogni giorno.
Scompigliarle i capelli o accarezzarla piano.
Farle il solletico o solo vederla sorridere.
Soffiare forte e scacciare via ogni dolore.
Soffiare e riportarle tutti i suoi sogni.
Oh, quante volte ho desiderato esser vento.
'Cos'è quel ciondolo che porti al collo ?'
Hai interrotto la nostra chiacchierata, incuriosita.
'Lo porti sempre.'.
'E' una pietra'. Ti rispondo sorridendo.
Qualche anno fa ho incrociato un mercante di pietre.
Era inverno, un pungente pomeriggio d'inverno.
Passeggiavo senza fretta sotto i portici, tra i banchetti di una fiera di antiquariato, pensavo a tutte quelle cianfrusaglie e ai loro giorni migliori. Ho sempre pensato che gli oggetti delle fiere di antiquariato avessero una vita propria, perchè per me, in loro, rimangano ancorati i ricordi delle vite che li hanno circondati.
Mentre filosofeggio tra me e me, il mio sguardo finisce su un cappello stile mago merlino,non c'è dubbio, è un mercante di pietre, è raro incontrarlo. Loro vivono a cavallo del tempo e dello spazio, appaiono e scompaiono, li vedi solo quando è il momento giusto.
Scintilla la sua bancarella di ogni cristallo, ametiste, quarzi, turchesi e avventurine, un crescendo di sfumature e di colori che ammaliano.
Approffitto dell'incontro inaspettato per farmi raccontare delle sue pietre, ha una strana luce infondo agli occhi e non esita un istante a rendermi partecipe a questa magia; fino a quando mi porge una ciotola e mi dice scegline una. E' un regalo.
Era verde, scintillante e non ho saputo dirle no.
Il mercante senza indugio guardandomi diritto dentro gli occhi, mi rivelò le proprietà del minerale, sembrava un indovino e puntò il dito diritto al cuore per spiegare il mio periodo di disperazione.
Saggia l'amazzonite aveva scelto me, il mio cuore era effettivamente un'immensa ferita.
Passo spesso nelle sere d'inverno sotto i portici. Ma il mercante non l'ho mai più trovato.
Spalanchi gli occhi affascinata: "Dove lo trovo il mercante di pietre ?"
"Lo incontrerai al momento giusto"
"No, no, tu mi prendi in giro." E sorridi.