lunedì, 29 ottobre 2007


Appenderò il violino
a una stella che tu sai,
perché soltanto tu,
soltanto tu lo suonerai.
(R.Vecchioni)



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categorie: poesie, amore, canzoni, amicizia
domenica, 28 ottobre 2007


Ti ho sognata
mi sei apparsa sopra i rami
passando vicino alla luna
tra una nuvola e l'altra
andavi, e io ti seguivo
ti fermavi e io mi fermavo,
mi fermavo, e tu ti fermavi,
mi guardavi e io ti guardavo
ti guardavo e tu mi guardavi
poi tutto è finito.
 
(Nazim Hikmet)



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categorie: poesie, amore
giovedì, 25 ottobre 2007


"Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".

E ritorno' dalla volpe.

"Addio", disse.

  

"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".

"L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.

"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.

"Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."

"Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.




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categorie: pensieri, amore, storie, amicizia
mercoledì, 17 ottobre 2007


Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte.
( Konrad Adenauer)



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categorie: pensieri
martedì, 16 ottobre 2007


Un giorno un cavallo fuggì dalla stalla di un contadino.
I vicini si recarono presso l'uomo e gli espressero il loro dispiacere, ma l'uomo disse: <<Sfortuna, fortuna…chi può dirlo?>>.
Il giorno successivo il cavallo fece ritorno alla stalla seguito da altri sei cavalli selvaggi. I vicini si congratularono col contadino per la sua fortuna, ma egli disse: <<Fortuna, sfortuna…chi può dirlo?>>.
Il giorno dopo, il figlio del contadino si ruppe una gamba cercando di domare uno dei cavalli selvatici. I vicini accorsero e commiserarono l'uomo per la sua sfortuna, ma il contadino disse: <<Sfortuna, fortuna…chi può dirlo?>>.
Passato un altro giorno, i soldati si recarono a casa del contadino: suo figlio avrebbe dovuto arruolarsi ed andare in guerra. Ma dato che il ragazzo aveva una gamba rotta lo giudicarono inabile alle armi. I vicini si congratularono ancora una volta con il contadino per la sua fortuna, ma l'uomo disse:<<Fortuna, sfortuna…chi può dirlo?>>.
(Novella popolare.)



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categorie: pensieri, storie
venerdì, 12 ottobre 2007


Mattino d'autunno

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C'è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.
(Federico Garcia Lorca)



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categorie: poesie
giovedì, 11 ottobre 2007


Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
(Cardarelli)



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categorie: poesie, amore