mercoledì, 29 agosto 2007
La lettura è, alla fine,
l'oggetto di una condivisione.
Ma una condivisione lungamente differita,
e tenacemente selettiva ...
Quel che abbiamo letto di più bello
lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara.
Ed è a una persona cara che subito ne parleremo.
Forse proprio perché la peculiarità del sentimento,
come del desiderio di leggere,
è il fatto di preferire.
Amare vuol dire, in ultima analisi,
far dono delle nostre preferenze
a coloro che preferiamo.
E queste preferenze condivise
popolano l'invisibile cittadella della nostra libertà.
Noi siamo abitati da libri e da amici.
...
Il tempo per leggere è sempre tempo rubato.
(Come il tempo per scrivere, d'altronde,
o il tempo per amare.)
Rubato a cosa?
Diciamo, al dovere di vivere ...
Il tempo per leggere, come il tempo per amare,
dilata il tempo per vivere.
(Daniel Pennac, "Come un romanzo")
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appuntiemozioni alle ore 19:00 |
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pensieri
venerdì, 24 agosto 2007
Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.
(P.Salinas)
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appuntiemozioni alle ore 20:34 |
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martedì, 21 agosto 2007
E' stato, accadde, è vero
È stato, accadde, è vero.
Fu in un giorno, fu una data
che segna il tempo al tempo.
Fu in luogo che io vedo.
I suoi piedi toccavano il suolo
questo stesso che noi tocchiamo.
Il suo vestito
era simile ad altri
che indossavano altre donne.
Il suo orologio
sfogliava calendari,
senza scordare l'ora:
come contano gli altri.
E quello che lei mi disse
fu in idioma del mondo,
con grammatica e storia.
Così vero
che sembrava menzogna.
No.
Devo viverlo dentro,
me lo devo sognare.
Togliere il colore, il numero,
il respiro tutto fuoco,
con cui mi bruciò nel dirmelo.
Mutare tutto in forse,
in mero caso, sognandolo.
Così, quando vorrà smentire
ciò che mi disse allora,
non mi morderà il dolore
d'una felicità perduta
che io tenni tra le braccia,
come si tiene un corpo.
Crederò di aver sognato.
Che tutte quelle cose, così vere,
non ebbero corpo, ne' nome.
Che perdo
un'ombra, un sogno ancora.
(Salinas)
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poesie, amore