domenica, 24 dicembre 2006
Natale
Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?
(Salvatore Quasimodo)
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poesie
mercoledì, 13 dicembre 2006
Critiche sterili.
Lor signori
di che vi lamentate oggi ?
le vostre parole infiammate di condanne.
Lor signori
cosa cambiereste voi di questo mondo ?
i vostri pensieri rapidamente sedati.
Troppo facilmente si condanna, difficilmente nascono proposte concrete per
cambiare le cose.
Si dicono inutili lamentele o, per meglio dire, critiche sterili.
domenica, 10 dicembre 2006
Andavamo senza cercarci, sapendo però che ci saremmo incontrati (Cortasar)
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pensieri
mercoledì, 06 dicembre 2006
Caruggi piccoli, stretti
si intersecano,
si mescolano,
in un infinito labirinto
di salite e discese.
Alti palazzi arroccati,
compatti, uno sopra l'altro,
dove si fa spazio
una sottile striscia di cielo,
tramandano la paura dei saraceni
e le leggende dell'olio bollente.
Trattorie nascoste
rivelate solo dal fresco profumo di baseicou.
La superba, fitta matassa
di caruggi e creuze,
accompagnate da una gelida tramontana,
sfociano nell'immensità del porto antico
dove sovrasta l'acre odore di salmastro.
domenica, 03 dicembre 2006
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all’ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,
sono cosi, le spighe, di primo mattino;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d’autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l’un l’altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio
si guarderanno con i tuoi occhi.
(Hikmet)
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poesie, amore