sabato, 30 settembre 2006
"...Oh, ma con i versi si fa ben poco, quando li si scrive troppo presto. Bisognerebbe aspettare e raccogliere senso e dolcezza per tutta una vita e meglio una lunga vita, e poi, proprio alla fine, forse si riuscirebbe poi a scrivere dieci righe che fossero buone. Poiché i versi non sono, come crede la gente, sentimenti (che si hanno già presto), sono esperienze. Per un solo verso si devono vedere molte città, uomini e cose, si devono conoscere gli animali, si deve sentire come gli uccelli volano, e sapere i gesti con cui i fiori si schiudono al mattino. Si deve poter ripensare a sentieri in regioni sconosciute, a incontri inaspettati e a separazioni che si videro venire da lungi, a giorni d'infanzia che sono ancora inesplicati, ai genitori che eravamo costretti a mortificare quando ci porgevano una gioia e non la capivamo (era una gioia per altri), a malattie dell'infanzia che cominciavano in modo così strano con tante trasformazioni così profonde e gravi, a giorni in camere silenziose, , raccolte, e a mattine sul mare, al mare, a mari, a notti di viaggio che passavamo alte rumoreggianti e volavano con tutte le stelle, e non basta ancora poter pensare a tutto ciò. Si devono avere ricordi di molte notti d'amore, nessuna uguale all'altra, di grida di partorienti, e di lievi, bianche puerpere addormentate che si richiudono. Ma anche presso i moribondi si deve essere stati, si deve essere rimasti presso i morti nella camera con la finestra aperta e i rumori che giungono a folate. E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso."...
Da "I quaderni di Marte Laurids Brigge"
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pensieri
venerdì, 29 settembre 2006
Forza di gravità
Un'onda gravitazionale
ci risucchia prepotente
in un vortice impetuoso
da due lati contrapposti.
Forza incontrollabile
brutalmente ci separa.
Afferra presto la mia mano
è la stessa che stringevi
quando sola ti sentivi.
Onde, alti e bassi della vita,
ostinate, spesso imprevedibili.
Forse mai avrò risposte da offrirti,
tantomeno con saccenza le userò,
ognuno è alla ricerca disperata
della propria verità,
quel che conta è donarti un riparo sincero
fino a che non la conquisti.
giovedì, 28 settembre 2006
Nell'universo della mia pazzia
ho una nuova teoria
per me la gente
vola.
So cos'è che non va
disabitudine alla realtà
come dire sono solo.
Io dopo di te
non sono morto né guarito
ma ci ho provato, era un mio diritto
e non è servito.
E mi sono vestito
come un idiota vestito
che avevo in testa
nessuno m'ha invitato alla sua festa.
La gente
vola
vola
ed io sto troppo giù
l'amore vola
e vola
ed io
mi sento, mi sento giù.
L'amore
vola
e vola
e tu non c'eri già più.
Nel rovescio della mia vita
una prova innocente
chiamare amore un amore qualunque
a cui di me non gliene frega niente.
E ma non scoppia il cuore
non mi sento affogare
non ho voglia di bere, né di parlare
perché non ho amore di cui parlare
e penso che forse, davvero la gente.
Vola
vola
ed io sto troppo giù.
L'amore
vola
e vola
ed io mi sento mi sento giù.
L'amore
vola
vola
e tu non c'eri già più.
Nel sottoscala della mia ragione
c'è la speranza che tu ritorni
E' solo un tarlo, consuma i giorni
ma chi può dirlo? Forse anche il mio amore
Vola
ed io mi sento già più su.
Vola
e vola e tu non ci sei più.
L'amore
vola
e vola
ed io mi sento già più su.
(Vola - I.Fossati)
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appuntiemozioni alle ore 20:11 |
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canzoni
martedì, 26 settembre 2006
Armata fino ai denti
sfoggi a giorni alterni
un tagliente contagocce di parole.
Affili e sferri lame di silenzi
quante volte mi hai sfregiato.
Schivo qualche colpo a fatica,
impugno raramente
un esile scudo di brandelli del mio cuore
copre e protegge malamente,
quante volte mi hai ferito.
Nascosta tra le pieghe del mio cuore
estraggo ogni giorno
un'arma mille volte più potente,
solo questo ho da offrirti.
Tutto il bene che ti voglio.
lunedì, 25 settembre 2006
Scivolano lungo il vetro
gocce sottili,
acquarelli trasparenti su una singolare tela,
dipingono strane forme, esili, estrose.
Rallentano, si inseguono,
si uniscono, si lasciano.
Compongono opache sfumature
tra te e il mondo esterno,
e se sbirci oltre,
sfumano i pensieri cullandoti tra sogno e realtà,
quasi ti volessero avvisare di prestare attenzione
a quello che trovi aldilà dei tuoi occhi,
aldilà di te,
la realtà non è spesso ciò che sembra.
domenica, 24 settembre 2006
Una domanda che rivolgo a tutti: quando secondo voi si decide di chiudere un rapporto di amicizia ?
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pensieri, amicizia
domenica, 24 settembre 2006
La tua voce
lenta,
soffusa,
calda,
scuote i miei pensieri,
rimbomba nel mio cuore
a ritmo costante,
e, in un crescendo,
m'invade.
Cambia umore rapidamente,
prima agitata,
forte,
pungente,
diventa pacata,
affievolita,
malinconica,
per gli ultimi avvenimenti che ti hanno scosso.
Non posso sentirti così,
racchiusa in un guscio di lacrime,
ti rincorro in punta di piedi
dolcemente,
prendo per mano
i tuoi pensieri,
getto un pizzico
di zucchero e
un po' di fantasia.
D'un tratto, silenzio,
percepisco i movimenti
delle tue labbra e
sorridi,
come solo tu sorridi.