venerdì, 30 giugno 2006
Oggi bussi prepotentemente alla mia porta.
Brucia ancora la ferita.
Quanto ancora starai nel mio cuore?
venerdì, 30 giugno 2006
Una poesia sull'amicizia, per chi ha la fortuna di avere al proprio fianco un amico vero e sincero:
Crescere insieme senza perdere la propria identità,
donarsi per possedere in forma allargata,
fondersi in un tutto unico e tuttavia
continuare ad esistere ciascuno
per proprio conto: questo è il segreto del vincolo dell'amicizia.
(Siegfried Kracauer)
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poesie, amicizia
mercoledì, 28 giugno 2006
Sono le 7.20 e, come tutte le mattine, mi accingo ad uscire di casa per andare al lavoro, che inizierò alle 8.30.
In questa ora mi butterò su un treno e mi mischierò agli altri infiniti pendolari, che come me, a fatica raggiungono l'ufficio.
Ma per me è diverso, a me quest'ora di 'cazzeggio' piace.
E allora tutto inizia quando incomincio ad attivarmi, più o meno nel momento in cui tento di fare colazione, con gli occhi semichiusi puntati sull'orologio del videoregistratore, che stabilisce quanta colazione potrò fare. Ma quest'orologio non mi mette comunque ansia, faccio sempre tutto con calma, perchè tanto so che al mattino il treno mi aspetta sul binario uno.... al massimo è al ritorno che prende e se ne va via.
Giacca, borsa, cuffie, play, chiavi di casa che rimangono sempre rigorosamente incastrate nel cavetto delle cuffie, chiudo la porta dietro di me e via... passo veloce, dettato dalla canzone che sto ascoltando, sento l'aria fredda che punge sulla faccia, che entra dentro, respiro profondo, il cielo è azzurro stamattina e è talmente presto che si intravede ancora la luna... mi piace quest'aria fredda che punge ti fa sentire vivo, e mi piace scendere velocemente giù dal viale, mi piace scrutare nei negozi che si stanno aprendo lentamente, guardarmi intorno e vedere come la mia città è cambiata, ricordarmi le cose che c'erano, e rendermi conto della mia crescita e dei miei cambiamenti.
Ed eccomi in stazione, occhiata veloce al cellulare... perchè ovviamente se qualcuno mi cerca, non avrò sentito nulla con le mie cuffiette, e sto ancora aspettando un amplificatore ! E come sempre, arriva il tipo con l'walkman... pantaloni larghissimi, bandana, mani in tasca, e il piede che batte al ritmo di quello che ascolta; un giorno o l'altro faremo a gare per vedere chi ha la musica a volume più alto; il solito tipo giacca e cravatta, con ventiquattrore che sbuffa, la solita tipa che passa e fa girare tutta la stazione verso di se... e nel frattempo arriva il treno.
Sono 20 minuti di viaggio, che riempio scrivendo qualche sms, guardando a i cartelloni pubblicitari, scrocchiando la lettura dei titoli del giornale, pensando alle cose più assurde, guardando gli occhi delle persone che ho davanti cercando di capire se sono occhi tristi o occhi allegri, e poi un po' prima della stazione della grande città mi giro verso il mare a guardare il sole che sta salendo piano piano da dietro i grattacieli che illumina il porto, il mare, le navi. E c'è questa differenza di luce stupenda, ai piedi del sole si intravvedono solo le sagome dei palazzi, mentre tutto il resto è accesso, definito, è come se questi raggi definissero la vita, la vita che c'è tra quei vicoli, quelle stradine, tra quelle case.
E in un batter d'occhio, eccomi in stazione, la stazione della grande città, tra la gente che corre in fretta e furia, tra quelli che stanno per partire, tra quelli che si prendono il caffè, tra quelli mezzi addormentati ... ma io non ho fretta, ho ancora una mezz'ora da sfruttare prima di tuffarmi nel grigiore del lavoro.
Mi fermo a ricordare quando mi aspettavi avvolta nel paltò (sarà contento Baglioni della mia citazione), con un sorriso, il tuo sorriso, che a pensarci mi scalda ancora adesso. Ma è meglio non pensarci, e allora altro sguardo al cellulare, e non manca mai, o quasi mai un augurio di 'buona giornata'... stamattina ho deciso di proseguire per via S.Vincenzo in modo da assaporare il profumo di caffè che esce dal bar all'angolo, girare per P.zza Colombo e poi arrivare al mercato orientale: che è già in attività, ci sono i banchetti che si stanno 'costruendo' piano piano, stanno mettendo i fiori, dei colori più vari, tutti in fila, i raggi del sole incominciano a raggiungere anche questa parte, e rendono i colori dei fiori ancora più vivaci... la città, ancora un po' addormentata, si sta svegliando a stento...è ora di girare il lato della cassetta adesso sto ascoltando 'vorrei che fossi qui, mentre il tempo mi sfiora soltanto e il silenzio intorno mi parla di te'.
Un'occhiata alle novità che ci sono da Ricord... e in un attimo sono al semaforo di fronte al mio ufficio, spero di riuscire a finire la canzone, non mi piace lasciarla a metà, perchè questo significherà che la canterò tutto il giorno in attesa di ascoltarne la fine... borsa, cuffie, stop, chiavi dell'ufficio che rimangono incastrate nel cavetto delle cuffie, apro la porta davanti a me, sono le 8.30 spaccate, ovviamente non è ancora arrivato nessuno. E' ora di scaricare la posta, 'have you got email', mi hai scritto, un sorriso e si comincia.
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miei appunti
martedì, 27 giugno 2006
Voglio stupirmi della vita in ogni istante della mia esistenza,voglio sorridere mentre cade la pioggia che sia lieve o forte,voglio continuare a emozionarmi che sia per una piccola o grande cosa,voglio trasmettere gioia attraverso i miei occhi che sia per me o per gli altri,voglio ascoltare, correre, ridere,non voglio rassegnazione nel mio sguardo,non voglio dare niente per scontato,voglio crescere, imparare, amare.voglio piangere e lottare se necessario,ma in ogni istante voglio vivere!
Dedicata a chi si sta lasciando un po' navigare da tristezza e rassegnazione e ha perso ogni speranza.
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miei appunti
lunedì, 26 giugno 2006
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
(Francesco De Gregori)
W l'Italia, W la democrazia, W la Costituzione !!!!
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pensieri, canzoni
domenica, 25 giugno 2006
FINO ALLE PORTE DELL'INVERNO (Ratti della Sabina)
Scivola la mano piano a sfiorare dolcemente i contorni del tuo viso
lo scambio deciso di sguardi dipinge istanti ci sorprende amanti
E ti parlo a bassa voce per non far rumore, che bel destino quello del suonatore
che mi fa trovare fra le curve della musica, i versi per descriverti il mio amore...
Sei come un diamante che splende di luce costante nel mio cuore e nella mente
la rosa dei venti che guida la mia direzione
e tiene il mio viaggio al sicuro da ogni miraggio apparente,
forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano
per camminare al tuo fianco, fino al confine dell'inverno...
Ora nel silenzio mi ritrovo ad ascoltare il controtempo ritmico
creato dal nostro rispettivo battito del cuore
che suggerisce alla mia testa nuove soluzioni armoniche.
E seguo il tuo profilo, mentre di nuovo penso che...
Sei come un diamante che splende di luce costante nel mio cuore e nella mente,
la rosa dei venti che guida la mia direzione
e tiene il mio viaggio al sicuro da ogni miraggio apparente
forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano,
per camminare al tuo fianco, fino al confine dell'inverno...
Forte è il bisogno di andare lontano tenendo la tua mano nella mia mano
per camminare al tuo fianco, fino al confine bianco dell'inverno...
fino alle porte dell'inverno
Consiglio a tutti di visitare il loro sito http://www.rattidellasabina.it/ e di ascoltarli !!
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canzoni
domenica, 25 giugno 2006

VOLIAMO VIA !!! 
Un bel giorno che non sai d'improvviso mi vedrai, vengo e ti porto via...


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